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STORIA DELLA CINOFILIA
Da sempre il fiuto del cane costituisce uno strumento insostituibile per la ricerca di dispersi e l’individuazione di persone sepolte da macerie e da valanghe, ma se in epoche passate il cane veniva lasciato libero di intervenire autonomamente seguendo unicamente il proprio istinto, solo nell’ultimo secolo la cinofilia da soccorso è assurta al rango di vera e propria scienza.
Si assiste all’elaborazione ed allo sviluppo di una tecnica di soccorso con supporto cinofilo tendente a sfruttare al singole meglio e ad esaltare le specifiche caratteristiche delle razze.
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Nascono e si moltiplicano gli studi, dal confronto tra le varie scuole si sintetizzano metodologie di addestramento , dalle esperienze sul campo si sviluppano le specializzazioni.
Le Unità Cinofile diventano una importante ed insostituibile strumento nell’ambito della Protezione Civile.
In Croce Rossa Italiana, sempre in prima linea negli interventi di soccorso a livello nazionale ed internazionale, nell’ultimo decennio si assiste dapprima alla nascita di numerose U.C. per autonoma iniziativa di singoli appassionati, fino all’emanazione della prima Ordinanza Commissariale, la 6428 giunta nel ’98 a disciplinarne l’attività.
Come sempre le novità riescono a farsi largo con difficoltà nella associazione con una storia ricca di tradizioni, e nei primi anni le U.C. soffrono di carenze organizzative. Sul territorio nazionale operano con difficoltà di coordinamento gruppi più o meno numerosi che vivono del patrimonio tecnico accumulato dai singoli conduttori in precedenti esperienze.
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Ma ciò non impedisce il raggiungimento di importanti successi, le U.C. della C.R.I. sono fin da subito una concreta realtà, si fanno conoscere ed apprezzare per preparazione ed efficienza, e i riconoscimenti sul campo non tardano ad arrivare.
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