La rabbia è una malattia diffusa in tutto il mondo e secondo le stime dell’OMS provoca la morte di più di 55 mila persone all’anno. È presente in molti paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America latina, dove si contano sono numerosi casi nell’uomo, ma anche nell’est Europa, non lontano dai nostri confini. Si diffonde attraverso le volpi che rappresentano il principale serbatoio e vettore del virus. Due anni dopo l’ultimo caso di rabbia, diagnosticato a Trieste nel 1995, l’Italia aveva ottenuto il riconoscimento di Stato indenne dalla malattia. Ora, dopo alcuni anni di assenza, la rabbia silvestre è ricomparsa in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, in provincia di Belluno. Di conseguenza, in Trentino, è stata resa obbligatoria la vaccinazione antirabbica dei cani di proprietà e degli erbivori domestici che vanno al pascolo nelle zone a rischio, cioè quelle a est del fiume Adige (Trentino orientale). In queste zone sono in corso campagne di vaccinazione orale delle volpi con apposite esche vaccinali lanciate dall’elicottero ed è stata intensificata la sorveglianza sugli animali selvatici.

C’è tempo fino a fine gennaio per effettuare la vaccinazione antirabbica dei cani presenti nei comuni del Primiero, Vanoi, Bassa Valsugana e Valle di Fassa. Il programma prevede poi che, entro il 31 marzo, tutti i cani presenti sul territorio provinciale siano vaccinati contro la rabbia. In tutti i comuni della Provincia, in sedi e date concordate con le amministrazioni comunali, è prevista la presenza di un veterinario dell’Azienda sanitaria che effettuerà le vaccinazioni al costo di 10 euro. I proprietari dei cani potranno anche rivolgersi, su appuntamento, agli ambulatori dell’unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria dell’APSS di Trento, Borgo Valsugana, Predazzo, Tonadico, Tione e Arco oppure ai veterinari liberi professionisti.

La vaccinazione può essere differita: a) nei cuccioli di età inferiore ai 3 mesi fino al compimento del terzo mese di età b) su decisione del veterinario vaccinatore, in
caso di controindicazioni riportate sulle prescrizioni per l’uso del vaccino, nei cani appena vaccinati nei confronti di altre malattie o in animali gravidi. In tal caso la vaccinazione dovrà essere eseguita secondo quanto prescritto dal veterinario vaccinatore.

La rabbia è una malattia infettiva mortale che si contrae attraverso il morso degli animali infetti. Il virus è presente nella saliva prima della comparsa dei sintomi e può essere trasmesso con la morsicatura, la leccatura della pelle non integra o il contatto della saliva con le mucose. Il periodo d’incubazione varia da due settimane a un anno, in relazione alla specie colpita, al punto di morsicatura e alla quantità di virus inoculato. Gli animali infetti presentano modificazioni del comportamento: quelli selvatici perdono la naturale diffidenza verso l’uomo, mentre quelli normalmente mansueti diventano aggressivi. Compaiono inoltre difficoltà nei movimenti, paralisi, e nell’uomo si sono riscontrati febbre, convulsioni, fobia dell’acqua, anche se in realtà il virus induce la sete. Dopo la comparsa dei sintomi non esiste una terapia, e l’esito finale è la morte; va detto però che il contagio è molto raro.

Per prevenire problemi è fondamentale seguire le regole previste in materia di vaccinazione e maneggiare animali morti che si dovessero trovare nel bosco soltanto con i guanti, mai a mani nude. Anche gli animali erbivori possono infatti essere contagiati dal virus della rabbia.

Un lavaggio accurato della ferita e l’utilizzo rapido di disinfettanti sulla ferita sono procedure consigliate in caso di esposizione al rischio di contagio.

Anche gli animali domestici che procurassero un morso alle persone devono essere messi in osservazione con attenzione, per una decina di giorni, tempo sufficiente a verificare l’insorgere della malattia e quindi a vaccinare la persona colpita.

Era la notte del 6 aprile 2009 .Faceva ancora parecchio freddo , laggiù a l’Aquila . Le montagne intorno alla città erano ancora coperte di molta neve dopo un inverno insolitamente lungo ma a Spillo , un cagnetto ex-randagio , gliene fregava niente. Da cucciolo , era stato abituato ad una vita dura , e dormire a l’aperto era una cosa naturale , anzi , per certi versi , anche piacevole !
Tempo fa , era stato adottato da persone molto carine che gli davano cibo e quel tanto di affetto che gli era necessario per sentirsi felice . Gli avevano anche messo a disposizione una vecchia cuccia di legno sotto il balcone ,nel giardinetto di casa e ogni tanto , lo accarezzavano sulla testa insieme ad una parola gentile .

Si , erano brave persone , e soprattutto , gli lasciavano la sua libertà .Spillo ricambiava alla grande la loro amicizia e in particolare ,si sentiva molto attaccato a Rosa,la padrona di casa . Gli volevaproprio molto bene e per lei , si sarebbe fatto in quattro .
Era beato tranquillo come si suol dire e di solito ,le sue notti erano cullate da sogni piacevoli . Ma in quella notte,v’era qualcosa di diverso , un qualcosa che lo rendeva nervoso ,irrequieto e non capiva cosa fosse. Era come se la terra fosse un animale che sbuffa dopo un lungo sonno, emettendo un brontolio sordo e minaccioso.
A dire il vero , era da qualche settimane che il suolo si muoveva sotto la sua cuccia ma vi aveva fatto l’abitudine e quasi quasi lo aiutava ad addormentarsi , come una mamma col suo bambino .
Ma stavolta era diverso. Avvertiva nel naso un odore indefinibile di pericolo .Avvertiva anche il bisogno di stare vicino alla sua famiglia.

A più riprese , fece il tentativo di grattare alla porta d’ingresso nella speranza di poter entrare ma la Rosa lo mandò via tutte le volte con un secco “vai a cuccia “ ! Evidentemente , anche lei era nervosa quella sera lì ….
Avvilito ,Spillo decise di andare a farsi un giretto in città , tanto per scambiarsi un paio di scodinzolate con i suoi vecchi amici di una volta.

Nel parco era solito gironzolare un branco più o meno consistente di randagi incalliti , meno fortunati di lui , col quale aveva sempre buoni rapporti .Ogni tanto andava a trovarli e farsi insieme a loro una bella scorribanda . Quella notte , però, non trovò nessuno . Era come se fossero tutti scomparsi nel nulla . Provò a chiamarli ma non arrivò nessuna risposta . Anzi , regnava un silenzio strano ,fitto , angosciante . Gli sembrava essere stato catapultato in un’altra dimensione….
Crebbe nella sua pancia un malessere che assomigliava molto alla paura . Non capiva e la sua paura nasceva proprio da questo.

La cosa migliore era di ritornare a casa e cercare di non pensarci più.
Si stava avviando lentamente verso il centro della città dove abitava , quando , a l’improvviso, fu investito da un fortissimo boato e la strada sotto i suoi piedi cominciò ad ondulare come se fosse diventata il mare.
Il terrore l’invasò e per una frazione di secondo pensò di morire ma un istinto più forte della sua paura lo fece correre ,saltando le onde dell’asfalto .Il mondo gli stava crollando addosso ,muri cadevano, finestre scoppiavano ma non se ne accorgeva .La paura gli era scomparsa .Non aveva più che una sola idea in testa: la Rosa , doveva trovare la Rosa e tirarla fuori da quel inferno , lei e la sua famiglia.
Cosa può ben fare un povero cane contro lo scatenarsi della terra , la collera delle sue viscere che, in un minuto durato l’infinito distrugge una città intera ?
Fece quello che gli dettava il cuore : scavare,scavare e scavare ancora, là dove poco fa ancora v’era una casa , con della gente che era “la sua”gente e che gli voleva bene.
E la trovò la Rosa ,sotto un mobile che gli aveva salvato la vita , e insieme a lei ,la sua famiglia .
Tutti vivi …..
Li ho incontrati : la Rosa ,il marito,le figlie ,la nonna ,e con loro Spillo , nella loro tenda sopra nominata “l’isola degli sfollati “ Una famiglia splendida nella sua semplicità , una famiglia che ha accettato il suo destino con grande dignità , come tante altre , colpite dal terremoto .

A loro vorrei dedicare queste due righe come regalo di Natale . Auguri Rosa , ma sopratutto auguri a te, Spillo,bravo piccolo cane coraggioso che hai sfidato il terremoto solo per amore.
Auguri a voi tutti , amici dell’Aquila e auguri a voi, volontari che senza esitare un secondo , siete accorsi in Abruzzo . Buon Natale dalla vostra vds Pierrette…

Bau a tutti amici!

Sono sempre stata appassionata di storie curiose, i miei amici lo sanno…. e quando qualcuno di loro ne sente una me la abbaia al volo!
Stavolta una mia amica che vive con una padroncina che le legge sempre un sacco di notizie sul mondo di noi animali, mi ha raccontato la storia che ho scritto qui per voi… in cui uno di noi pelosi, agendo istintivamente, è riuscito a salvare la vita al suo padrone, tra l’altro in un modo che noi unità cinofile della CRI abbiamo sentito nominare ancora… secondo me è un racconto bello e divertente insieme. Vedrete!

Taka sarà premiata: salvò il proprietario con un “massaggio cardiaco”

Arriva dall’Australia la storia di un cane eroe. Quando ha visto il suo padrone Jim accasciarsi al suolo a causa di un infarto, Taka, una femmina di razza cattle dog, non ha perso tempo: ha iniziato a saltellargli su e giù sul torace, “rianimandolo” fino a permettergli di chiamare i soccorsi. Un singolare massaggio cardiaco salvavita che, a due anni di distanza, ha fruttato al cane-soccorritore un premio della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Rspca).

Taka ha ricevuto la sua meritata “medaglia” durante una cerimonia a Maryborough, nel Queensland, e ora concorrerà per guadagnarsi anche la ’Purple Cross’, premio nazionale assegnato agli animali che si sono distinti per il loro servizio all’uomo.


(foto Taka)

«Il mio cuore si era fermato », racconta Jim Touzeau, 71 anni, di professione soffiatore di vetro. «Non so se è stata realmente Taka a farlo ripartire», ma secondo i medici è stato proprio il cane a risvegliare Jim dandogli così la forza di telefonare al pronto intervento. «Quando mi sono accasciato, Taka ha iniziato a battermi la cassa toracica con le zampe anteriori», continua l’anziano. «Deve avere pensato ’meglio che lo svegli altrimenti salterò la cena’», sorride il proprietario. Taka, 3 anni, non si è limitata al “massaggio cardiaco” fatto con le zampe: è anche corsa in strada e ha richiamato l’attenzione dei passanti, dando quindi tempestivamente l’allarme.
Jim è vedovo e Taka è per lui un’inseparabile e meravigliosa compagna di vita. «Non mi lascia mai - dice - io conto su di lei e lei su di me».

Avete visto che bell’esempio di primo soccorso? Che ne dite, amici? Chiediamo anche noi al nostro maestro Gigi di insegnarci il BLS oltre che le tecniche di ricerca?

Alla prossima…

Bau a tutti, amici, dalla vostra Mila….
L’altro giorno mentre ero in passeggiata ho incrociato un mio amico, che legge tutti i giorni il giornale con il suo padroncino. Mentre scorrazzavamo nel parco, mi ha detto di un’importante notizia apparsa da poco sulla stampa…
A me è piaciuta e voglio farla leggere anche a voi!

Giro di vite al traffico di cuccioli

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 2 ottobre scorso il disegno di legge per la ratifica della Convenzione di Strasburgo del 13 Novembre 1987, ovvero la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. Essa introduce pene molto severe a protezione degli animali da compagnia e nuovi reati tra cui quello di traffico illecito di cuccioli, il reato del taglio della coda, delle orecchie, o della recisione delle corde vocali e delle altre mutilazioni che non sono espressamente motivate da scopi terapeutici, ma che vengono ampiamente utilizzate per presunti fini estetici o di standard, mettendo a repentaglio la vita degli animali domestici.
Il reato di traffico di animali è punibile con una condanna fino a 13 mesi di reclusione, pena che viene aumentata di un terzo se le vittime del traffico sono cuccioli di meno di 8 settimane di vita. Sanzioni sono previste anche per negozianti e trasportatori.
Con la ratifica della Convenzione vengono quindi puniti per la prima volta tutti coloro che introducono nel territorio nazionale cani e gatti non identificati e senza certificazione sanitaria, al fine di combattere il traffico di cuccioli provenienti dall’Est, fonte di rischi per la salute e di evasione fiscale, oltre che di enorme dolore per gli animali stessi. Per accertarsi che il cucciolo sia in regola è necessario controllare il microchip o il tatuaggio e fare attenzione al passaporto comunitario, in cui sarà leggibile l’attestazione della vaccinazione, eseguita da un veterinario abilitato dall’autorità competente del Paese di provenienza.
Inoltre nella Convenzione è stabilito che tutti gli interventi chirurgici nel corso dei quali l’animale può provare forti dolori, devono essere effettuati solo in anestesia, da un veterinario o sotto il suo diretto controllo.


Il secondo capitolo stabilisce sia i principi fondamentali per il benessere degli animali (ovvero che “nessuno potrà causare inutilmente dolori, sofferenze o angosce ad un animale da compagnia”) sia il divieto di abbandono degli animali. Inoltre è precisato che ogni persona proprietaria di un animale da compagnia deve fornirgli cibo e acqua e deve prendersene cura, tenendo conto dei suoi bisogni etologici, secondo la specie e la razza. Il terzo capitolo della convenzione si occupa degli animali randagi, per il cui controllo numerico, dove sia necessario, devono essere adottare le misure legislative o amministrative che prevedano metodi che non causino loro dolori, sofferenze o angosce che potrebbero essere evitate”.
La Convenzione introduce anche il divieto di drogare gli animali e fissa dei limiti nel loro impiego negli spettacoli e nelle esposizioni, senza arrivare a paralizzare l’attività circense.

Allora amici, che ne dite?
E’ vero che la strada verso la tutela completa degli animali è ancora lunga, ma questo mi sembra un buon primo passo!
Alla prossima!

Bau a tutti sono Iris, una meticcia di sette anni e sette chili di peso, e sono qui per raccontarvi il magnifico lavoro della squadra esibizione di cui faccio parte già da quel lontano “Settembre rotaliano” in cui è nato tutto! Molti di voi sicuramente non sanno come e perchè è nata la squadra esibizione: il mio compito di oggi è spiegarvelo!!

L’unità cinofila era impegnata nella raccolta fondi sotto il caldo sole di uno stand alla festa di Mezzocorona, il “Settembre rotaliano” per l’appunto; la curiosità della gente era veramente tanta, si fermavano tutti a coccolarci ed ammirarci, e così si è deciso che si sarebbe potuto far sfilare cani e conduttori ed improvvisare una piccola dimostrazione di obbedienza, approfittando delle capacità di Key e Kira. (le nostre capostipiti che non ci sono più se non nei nostri cuori). Quell’anno anch’io ho fatto qualche salto degli ostacoli, strappando qualche risata e qualche commento di simpatia, e la cosa mi è piaciuta così tanto che non ho più smesso.

Avevamo avuto successo, la gente si era divertita e avevamo raccolto più offerte di quanto sperassimo, e così alcuni di noi hanno deciso di mettere in piedi un qualcosa di duraturo, che potesse rappresentare le unità cinofile della CRI nelle varie fiere e manifestazioni a cui venivamo invitati, ed è appunto così che è nata la Squadra Esibizione CRI Trentino.

All’inizio eravamo: Birba con Silvia, Giò con Horst, Key con Pierette, Kira con Livio e naturalmente io, la piccola peste Iris con Mara.

Abbiamo avuto le nostre difficoltà, non ci conosceva nessuno e i nostri impegni non erano molti, ma noi ci siamo impegnati comunque, facendo i nostri allenamenti, accogliendo fra noi i nuovi arrivi: Lilla con Pino e Grease con Giuliana, e salutando con tristezza le nostre dolorose perdite, Key e Kira…. Nel frattempo siamo diventati una grande famiglia, è inevitabile (no?) passando tutto quel tempo assieme.

La gente ha cominciato a conoscerci ed apprezzarci, e i nostri impegni a diventare sempre più numerosi; qualche esibizione non è riuscita proprio bene, troppo caldo, pioggia e persino una grossa grandinata, ma la maggior parte delle volte facciamo veramente un bellissimo spettacolo, riusciamo a raccogliere fondi, a farci conoscere, a divertire i bambini e ad allietare gli anziani.

Nel frattempo Pierette ed Horst hanno deciso di abbandonarci per dedicarsi totalmente alla ricerca, sapendo però di lasciarci nelle sapienti mani di Livio… Una grossa perdita, eravamo rimasti in pochi, ma ecco aggiungersi nuovi volontari, Lucia con Raymo, Ilaria con Zoe, Silvia con Asia, Franca con Yuki, e sono sicura che ne arriveranno altri, è troppo bello quello che facciamo.

Quest’anno dire che la nostra agenda di impegni è piena è un eufemismo, direi che il termine giusto è “intasata”, ma sapete qual’è il bello ? Che ci sono arrivate tante richieste da parte di case di cura e di case di riposo, insomma, abbiamo veramente l’occasione di far passare un paio d’ore in allegria a persone anziane o che stanno male, e questo è veramente stupendo !!!!

Che soddisfazione è stato vedere il sorriso e la gioia negli sguardi degli anziani della casa di riposo di Trento, vedere quanto erano attenti e sorpresi durante i nostri esercizi….per non parlare delle coccole che ci hanno fatto dopo….Ecco, è proprio per quegli sguardi che è nata la Squadra Esibizione.

Ho deciso volutamente di non starvi a raccontare nello specifico gli esercizi che facciamo, suvvia, abbiamo tutta l’estate/autunno impegnati, non venite a dirmi che non riuscite a trovare una esibizione alla quale potete assistere! La nostra agenda la trovate sul sito, io e tutta la squadra vi aspettiamo felici!!