Rabbia silvestre, come affrontarla
08 Feb 2010
La rabbia è una malattia diffusa in tutto il mondo e secondo le stime dell’OMS provoca la morte di più di 55 mila persone all’anno. È presente in molti paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America latina, dove si contano sono numerosi casi nell’uomo, ma anche nell’est Europa, non lontano dai nostri confini. Si diffonde attraverso le volpi che rappresentano il principale serbatoio e vettore del virus. Due anni dopo l’ultimo caso di rabbia, diagnosticato a Trieste nel 1995, l’Italia aveva ottenuto il riconoscimento di Stato indenne dalla malattia. Ora, dopo alcuni anni di assenza, la rabbia silvestre è ricomparsa in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, in provincia di Belluno. Di conseguenza, in Trentino, è stata resa obbligatoria la vaccinazione antirabbica dei cani di proprietà e degli erbivori domestici che vanno al pascolo nelle zone a rischio, cioè quelle a est del fiume Adige (Trentino orientale). In queste zone sono in corso campagne di vaccinazione orale delle volpi con apposite esche vaccinali lanciate dall’elicottero ed è stata intensificata la sorveglianza sugli animali selvatici.
C’è tempo fino a fine gennaio per effettuare la vaccinazione antirabbica dei cani presenti nei comuni del Primiero, Vanoi, Bassa Valsugana e Valle di Fassa. Il programma prevede poi che, entro il 31 marzo, tutti i cani presenti sul territorio provinciale siano vaccinati contro la rabbia. In tutti i comuni della Provincia, in sedi e date concordate con le amministrazioni comunali, è prevista la presenza di un veterinario dell’Azienda sanitaria che effettuerà le vaccinazioni al costo di 10 euro. I proprietari dei cani potranno anche rivolgersi, su appuntamento, agli ambulatori dell’unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria dell’APSS di Trento, Borgo Valsugana, Predazzo, Tonadico, Tione e Arco oppure ai veterinari liberi professionisti.
La vaccinazione può essere differita: a) nei cuccioli di età inferiore ai 3 mesi fino al compimento del terzo mese di età b) su decisione del veterinario vaccinatore, in
caso di controindicazioni riportate sulle prescrizioni per l’uso del vaccino, nei cani appena vaccinati nei confronti di altre malattie o in animali gravidi. In tal caso la vaccinazione dovrà essere eseguita secondo quanto prescritto dal veterinario vaccinatore.
La rabbia è una malattia infettiva mortale che si contrae attraverso il morso degli animali infetti. Il virus è presente nella saliva prima della comparsa dei sintomi e può essere trasmesso con la morsicatura, la leccatura della pelle non integra o il contatto della saliva con le mucose. Il periodo d’incubazione varia da due settimane a un anno, in relazione alla specie colpita, al punto di morsicatura e alla quantità di virus inoculato. Gli animali infetti presentano modificazioni del comportamento: quelli selvatici perdono la naturale diffidenza verso l’uomo, mentre quelli normalmente mansueti diventano aggressivi. Compaiono inoltre difficoltà nei movimenti, paralisi, e nell’uomo si sono riscontrati febbre, convulsioni, fobia dell’acqua, anche se in realtà il virus induce la sete. Dopo la comparsa dei sintomi non esiste una terapia, e l’esito finale è la morte; va detto però che il contagio è molto raro.
Per prevenire problemi è fondamentale seguire le regole previste in materia di vaccinazione e maneggiare animali morti che si dovessero trovare nel bosco soltanto con i guanti, mai a mani nude. Anche gli animali erbivori possono infatti essere contagiati dal virus della rabbia.
Un lavaggio accurato della ferita e l’utilizzo rapido di disinfettanti sulla ferita sono procedure consigliate in caso di esposizione al rischio di contagio.
Anche gli animali domestici che procurassero un morso alle persone devono essere messi in osservazione con attenzione, per una decina di giorni, tempo sufficiente a verificare l’insorgere della malattia e quindi a vaccinare la persona colpita.











Sono Mila e sono un cucciolo di Golden Retriever delle Unita' Cinofile CRI del Trentino. Seguite le mie avventure!