Cri Trentino

27 Giugno: Giornata mondiale di Lotta alla Droga - lettera di una mamma PDF Stampa E-mail

Cari genitori, scoprire che tuo figlio o tuo figlia si droga è veramente devastante.

In un attimo il mondo ti crolla addosso, non ci vuoi credere, ti dici che è impossibile, che quello non è tuo figlio, TU lo conosci da sempre, l’hai messo al mondo, sai com’è, lo conosci perfettamente.

Pensate a vostro figlio e riflettete, la sua vita è evoluta, è cambiato fisicamente, ha affrontato diverse prove nel corso di questi anni, i primi passi, le prime parole, i primi giorni di asilo, di scuola elementare e media, il relazionarsi con persone diverse, insegnanti, amici, nemici, cercando per quello che era possibile, di collocarsi in questa vita.


Noi genitori sempre presenti, affrontando e risolvendo i problemi che si affacciavano sul suo cammino, perché il dovere di un genitore è garantirgli solidità, sicurezza e serenità.

In tutto questo, non siamo riusciti, a "spiare" con premura i suoi “ bisogni”, capire i suoi desideri, le sue aspirazioni, i suoi valori, cercando di aprirci di più al dialogo,  cercando di dare un senso alla sua vita, quelle piccole attenzioni, che se non vengono appagate, creano il disagio.

Te ne accorgi quando tutto ad un tratto, lui cambia,  vi risponde male, salta la scuola, non fa più sport, è sempre nervoso, si chiude in camera, ha nuove amicizie che ci presenta come i suoi migliori amici, esce di casa senza il nostro permesso, arriva a casa a ore tarde o addirittura non si presenta proprio. Allora noi genitori, cerchiamo di parlargli, di capire cosa sta succedendo, chiediamo delle risposte ai nostri perché, mentre lui risponde che non ci sono problemi.  Siamo noi che ci mettiamo in testa cose strane, che a scuola va tutto bene e che, al contrario, sono gli insegnanti che non capiscono, i suoi nuovi amici lo aiutano a studiare e che non salta mai gli allenamenti…è così BRAVO a raccontarci il tutto che noi gli crediamo, le vediamo come situazioni reali, anzi ci viene pure il pensiero “ sarà l’età, è l’adolescenza”.

Purtroppo non è così, la situazione è davvero drastica e pericolosa, non ce ne rendiamo ancora conto, finché non succede qualcosa, quel “qualcosa” che a che fare con la giustizia, o quel “qualcosa” che ognuno di noi sente dentro di sé, ma nonostante questo, per vergogna o per paura non riusciamo ad affrontarlo ancora.

Intanto il tempo passa, la situazione peggiora ulteriormente, le nostre parole vanno al vento, stiamo entrando in una spirale di avvenimenti che non riusciamo più gestire. Dobbiamo renderci conto che stiamo perdendo nostro figlio, basta guardarlo, non ha più vitalità ed è inattivo, combina un guaio dietro l’altro, non gli importa più di niente e di nessuno, per lui siamo scomodi. Il suo unico pensiero è di procurarsi la sostanza a qualunque costo e a qualunque prezzo.

Vi chiedo: “E’ questo che desideriamo per  i nostri figli??”

Non lasciamo che la droga gli tolga tutto, dignità, sentimenti, amore, famiglia, la VITA STESSA. Basta una dose o una pasticca sbagliata per cambiare la sua vita e anche la nostra. In questi momenti, i nostri figli vanno amati e aiutati di più, perché a causa della sostanza, sono più vulnerabili, hanno delle difficoltà che non riescono a gestire. Non sono più loro. E' proprio nei momenti di oscurità più intensa e di tormento che hanno bisogno della nostra comprensione e del vostro affetto. Affrontate questo problema, non abbiate paura, ne avrete la forza, il coraggio e gli strumenti per farlo. Affidatevi alle persone che hanno già passato questa situazione, ascoltateli e seguite i loro consigli. I nostri figli hanno bisogno dei genitori molto più di quanto siano disposti ad ammettere.

"Non" perdete tempo ed energia ad ascoltare ciò che molte persone hanno da dire su di voi, sulle vostre mancanze e sui vostri sbagli, al momento è importante concentrarsi solo sul problema e cercare di affrontarlo.

Perdere un figlio è la cosa peggiore che ci può capitare, anche la società e le istituzioni in questi casi fanno “fatica” a prendere in mano questa problematica, perché a volte è una cosa troppo grande da affrontare, altre volte è una cosa troppo piccola per attivarsi così tanto.

Credo che non sia giusto, che tutto questo possa fermarci nella lotta per tornare a vivere, cercando la forza e la determinazione per aiutare nostro figlio ad uscire da questo inferno senza vita, pieno di paure, rabbia e tanta sofferenza.

Augurandovi di affrontare al più presto e positivamente questa situazione,

Vi abbraccio forte.

Marilena



 
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